...Dove niente e nessuno avrebbe potuto raggiungermi.
Tu la chiamavi torre, prigionia.
Io casa.
E non era uno sguardo perso nel vuoto il mio:
stavo guardando oltre.
Oltre me, te, i limiti del mondo.
Per la prima volta riuscivo a vedere, capire.
Ero dove niente e nessuno avrebbe potuto raggiungermi.
Tu, ora la chiami Follia.
Io Pace.
Questione delicata, intorno alla quale intendo ragionare con la convinzione
che pensare e discutere serva sempre a qualcosa..
Tema ricorrente del quale si dibatte, per delineare confini e ruoli,
soprattutto quello della Chiesa come istituzione ed il suo peso nella
dimensione civile e politica.
Ha le sue ragioni la laicità, ragioni che, in ambito politico e
intellettuale, lanciano una sfida al dogmatismo cattolico contrapponendovi
la libertà di coscienza che le connota.
Bella sfida. Interessante confronto se non si riducesse, come sovente
accade,ad un "Se tu non vuoi non puoi impedire a me di potere/volere!" cui
segue la risposta :"Il vostro perno concettuale è la libertà, intesa e
vissuta come assenza di limiti e mai come promozione di valori!".
Fine del dibattito. Assenza di progettualità. Stretta di mano, "arrivederci
e grazie", se si è riusciti a mantenersi calmi, e ognuno per la propria strada fino al prossimo round!
E' estenuante, mortificante, se guardiamo all'immagine scadente che ne
emerge del mondo cattolico:
"Credenti aggrappati alle superstizioni, abbarbicati su posizioni religiose
ed ideologiche che limitano libertà e qualità della vita, prigionieri di una
istituzione che ragiona per loro, gode di priviligi pubblici (che uno Stato
laico non dovrebbe concedere..)e pretende di dettare la "sola verità" e
l'unica morale giusta.."
Desidero riflettere a partire da questa immagine.
Ciò che mi colpisce maggiormente è l'inquietudine dei laici.
Perché, mi chiedo, la discussione sulla laicità è sempre improntata,
partendo da un impianto accusatorio che disdegna qualsiasi tipo di
spiegazione, sul rifiuto e la difesa ad oltranza?
Possibile che Dio faccia così paura?
Il messaggio d'amore di Cristo è frainteso, la "buona novella" anzichè
rallegrare spaventa, opprime, fa inorridire?
Cristo intendeva liberare l'uomo da ogni tipo di schiavitù e il suo
messaggio, oggi, risuona come una minaccia di costrizione?
Cosa infastidisce?
Il progetto di salvezza che Dio avrebbe su di noi?
Non credo che un Dio che suggerisce Valori sia incompatibile con una società
libera e umana!
Non vedo contrapposti progetti alternativi di società: il bene comune è il
fine da perseguire!
Quindi?
Il laico guarda alla chiesa non tanto come ad una istituzione invadente (è legittimo
che esprima il suo pensiero), piuttosto come ad una istituzione
politicamente influente, tanto da "dettare legge" nella determinazione
dell'etica pubblica, svincolandosi dalle dinamiche democratiche.
Considera la chiesa come una lobby che esercita pressioni politiche e avanza
pretese irragionevoli al di fuori dall'attuale realtà pluralista..
Cari credenti, cristiani, cattolici (e non) dobbiamo preoccuparci!
Da questa percezione emerge il nostro ritratto:
Succubi, creduloni, soggiogati da una gerarchia che si esprime e conduce.
Siamo questo?
Questa è la Chiesa?
Dobbiamo fare i conti con quanto dagli altri è percepito, con le
conclusioni, le distorsioni, gli effetti collaterali..
Dobbiamo tenerne conto per rivedere i modi della "presenza e dell'annuncio".
La voce non è solo quella della gerarchia, la voce della chiesa è
soprattutto la nostra.
La testimonianza è il mezzo di cui disponiamo, una vita vissuta all'insegna
dell'amore "autenticamente cristiano" fa la differenza!
La Chiesa è l'insieme degli uomini al "servizio degli uomini", il popolo
pellegrino nel mondo, comunità di testimoni.
La Chiesa è il volto del Christus Patiens, del Buon Samaritano che si china
sui bisogni degli ultimi..
In noi vedono "altro..
Forse è giunto il momento di chiederci se stiamo, anche noi, sbagliando
qualcosa?
Non credo che l’astenersi dal votare sia la scelta migliore.
Stando a quanto ho potuto leggere e ascoltare, la non partecipazione è il desiderio di coloro che, più degli altri, hanno chiara la situazione del nostro paese: corruzione, sperequazione, associazioni mafio/camorristiche & Co.
Di coloro che vogliono credere alla politica, a partire dall’esperienza greca dell’agorà, e viverla come servizio e non disservizio.
C’è bisogno di noi!
La politica, quella che stiamo subendo, credo si alimenti e cresca grazie anche alla nostra indifferenza..al nostro “pragmatismo alla giornata”..
Un paese non si fa con gli astensionisti.
Sappiamo quanti e quali sono i problemi che ci affliggono, forse non serve “sostenere qualcuno che porti qualcosa di nuovo,”ma individuare chi finalmente si muova a risolverli..(noi per primi), concedergli il voto (fiducia), voto che denota consenso si, ma deve avere valore di aut-aut. Un ultimatum, devono e dobbiamo rendercene conto:Questo lo spirito con il quale andare a votare (e non parlo dello spirito santo!)
Qualcuno parla di “votare per le idee condivisibili”, in passato forse.
Oggi abbiamo bisogno di mediare tra i principi ideali che ispirano l’agire politico e la realtà nella quale si deve intervenire.
Davanti ai nostri occhi partiti politici tradotti in mali minori o maggiori, ma da qualche parte si deve pur “ricominciare”, conta il dopo.
Io voterò per una persona che secondo me, in questo momento rappresenta uno “strano caso di credibilità”.
Forse sbaglio.Forse no.
Conta il dopo.
E il dopo spetta anche a noi, un dopo “votato” e da contestare vivamente qualora non avvenga ciò che è necessario affinchè siano ripristinate determinate condizioni a partire dall’uomo e dalla sua dignità, perchè non si scateni la “collera dei poveri”, perchè la prossima “rivoluzione colorata” non abbia le sfumature della nostra bandiera.
O pensano forse di lanciarci, “dopo” delle brioches?
...ma non mi vuole...il sonno.
Deve aver stretto un patto con la mia inquietudine,
subodorato l'incertezza, registrato quel lieve sussulto ed ora, implacabile, mi gira attorno.
Io, preda, bramo il suo morso ma ciò che mi divora è soltanto l'estenuante attesa.
Crudele mi sfiora, il sonno.
Beffardo mostra il volto di coloro che ne godono il riposo, poi si nasconde e non so più trovarlo.
Lo cerco.
Tra le pagine di un libro che mi scivola dalle mani ogni qualvolta il pensiero incespica sulle parole
alle quali non so dare un senso:
Il senso del mio desiderio.
Ma.." Vi è un eterno vivere, divenire e muoversi..."
Come dare, dunque, un senso, oggi, a ciò che, domani, in quell'eterno divenire sarà qualcosa d'altro?
La stanchezza cerchia gli occhi.
La notte, mossasi a compassione, mi offre le sue ore accompagnate dall'adagio di Albinoni,
una tisana calda (che il sonno si celi in essa?)
ed il mio cuore che, con meticolosa perizia, seziono in cerca della
"...Ragione che la ragione non conosce.."
Sorrido all'evidenza mentre il chiarore dell'alba accoglie la mia resa.
Ed il sonno mi viene a cercare, mi avvolge, mi accarezza, mi chiude gli occhi...
Attratto dalla mia nuova consapevolezza o forse, birichino, dalla camicia da notte di pizzo nero che indosso e che mi rende irresistibilmente sexy! :)
...STANOTTE RILASSATI, PLACATI, NON PENSARE A NULLA.. MIRRA PER LA TUA FRONTE CHE SCOTTA, CHIUDI GLI OCCHI.. VA TUTTO BENE..(J.C.Superstar) A presto.... LUNA
Regina era una bellissima ragazza nigeriana affetta da Aids.
l'ho conosciuta presso la casa di accoglienza delle Suore di Madre Teresa di Calcutta che l'hanno assistita durante la fase terminale della sua malattia.
La prima volta che ci siamo incontrate, guardandomi di sottecchi, mi ha chiesto se potevo togliermi mascherina e guanti.
Mi ha osservata a lungo e infine, senza allungare la mano, ha esclamato:"Siamo un contrasto di colori io e te!".
L'imbarazzo si è sciolto in un sorriso e come se fossimo amiche da sempre ha cominciato a raccontarmi di sé.
"Io sono scura.
Scura come la notte che mi dava da vivere: Lire 100.000 all'inizio, 2 pacchetti di sigarette e una birra alla fine.
Scura come le pozzanghere e altrettanto inutile, fastidiosa..da evitare."
Regina di un mondo, nel mondo, che non ha bisogno di parole per essere compreso, dal quale è preclusa qualsiasi forma di amore.
Eppure, lei, l'amore lo desiderava.
Ha continuato a cercarlo negli occhi che le scrutavano la pelle. nelle mani che le strizzavano i seni senza mai regalarle carezze.
Nei corpi che l'hanno schiacciata, oppressa, dimenticata...dimenticata come quel preservativo che le avrebbe salvato la vita.
Le ho chiesto se anche dopo aver contratto l'HIV avesse avuto rapporti non protetti.
Piangendo mi ha risposto di SI!
Regina mi chiedeva di stringerle le mani ma è triste, credetemi, doverlo fare indossando dei guanti in lattice.
Li ho tolti mentre stava morendo il 28 Gennaio di 10 anni fa!
Regina "scura come la disperazione", aveva un'anima candida che non riesco neanche a spiegare.
So soltanto che quell'anima l'ho accarezzata, ne ho ascoltato l'eco, vibrante di suoni, colori, speranze, dolori di un paese lontano.
Vi ho ritrovato la dignità, intatta, di una donna calpestata che non oso dimenticare.
La vita.
"Prima", non sappiamo di desiderarla. "Dopo", il solo pensiero di perderla ci proietta dentro incubi "fisici" causa prima dell'indebolimento della speranza.
Qualche volta accade che, paradossalmente, sbarazzandoci di Dio, ciò che rimane è una libertà "avvilente", che ci ubriaca ma non ci consente di superare il "limite umano".
L'esistenza è un pendolo, scandisce il tempo che ci è dato vivere oscillando tra onnipotenza e abbattimento, fino a disgregarci.
Il limite umano è il "muro" contro il quale si infrangono, via via, le nostre forze, la progettualità, la capacità di dare un senso ai nostri "inutili giorni".
Qualche volta accade.
Non si riesce a distogliere lo sguardo dalle ingiustizie, dal disgusto, dalla delusione, dal non-senso, dall'infelicità...
Il passato?
Dimenticato. Per paura di affondare nella nostalgia.
Il futuro?
Cancellato. Improponibile concentrato di eventi incerti (disastrosi..).
Indebolimento della speranza e scarsa fiducia nel futuro mettono in atto, nella persona, una sorta di "ritirata" (emotiva).
Chiudersi indebolisce le relazioni, condanna alla solitudine.
Il vivere quotidiano diventa un muoversi senza meta, lentamente ci consumiamo fino a spegnerci, fino a morire della stessa "morte termica", destino ultimo, del nostro Universo: Senza energia, senza calore, (senza amore..).
Qualche volta accade.
"Fisicamente" logico?
Umanamente inconcepibile!
L'uomo "deve" morire..ma non così.
E' necessario ridare energia, calore, amore alla nostra vita.
Valore all'esistenza umana. Smettere di pensarci come parte di un tutto, riscoprire la nostra particolarità, l'unicità.
Contrastare lo scetticismo che conduce al disimpegno.
Dobbiamo far crescere la "speranza".Come?
Vivendola! Reinventandola come relazione, dialogo, ridando spazio e valore ad ogni forma di alterità.
Ritrovare, nella relazione con l'altro, la nostra identità particolare (l'anima?) e costruire relazioni mature, fondate su valori quali giustizia, onestà, gratuità, carità, compassione...
La speranza richiede un cammino dell'anima prima che dell'uomo..
L'anima è fonte e culmine di valori (al di fuori, forse, dell'ordine naturale delle cose..)
"indispensabile", secondo me, per trasformare i nostri "inutili giorni" in storia.
Qualche volta accade che, nello scrivere la nostra storia con e per gli altri, inaspettatamente, dietro l'angolo, si incontri Dio.
Finalmente capaci di riconoscerlo, nel volto degli uomini che stiamo abbracciando, scoprire che Lui ci stava aspettando.
Da sempre.
Dentro di noi.
Ti ho pensato stanotte.
Ho pensato che stavi pensando e, pensandoti, pensavo:"Che bello pensare che pensi, pensando
al mio pensiero!".
Chissà se pensi che ti penso.
Soprattutto penso che vorrei tu pensassi a me.
Ma tu pensa che pensieri!
Fortuna che tutto questo pensare non mi impensierisce!
Ti ho pensato stanotte.
E pure molto! Dal momento che mi sono svegliata, stamani, con un gran mal di testa che...
..mi dà da pensare!! :)
Nome: luna non ha nessuna importanza...
"tutto e' follia..
e cosa potrei fare?Dimmelo tu cosa dovrei fare?
...Non posso cambiare il mondo, ma posso cambiare il mondo dentro di me..
Gioire (rejoice)